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DAAB e Università “G. d’Annunzio”: nuove competenze per il futuro dell’esplorazione spaziale
Il curriculum in Ingegneria Biomedica Aerospaziale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara integra competenze biomediche e tecnologie aerospaziali. Il percorso valorizza il dialogo tra formazione, ricerca e industria, ambito nel quale si inserisce anche la collaborazione con il Distretto Aerospaziale Abruzzo.
Le future missioni spaziali pongono una sfida che va oltre il raggiungimento della Luna o di Marte: rendere possibile la permanenza dell’uomo nello spazio per periodi sempre più lunghi, sviluppando tecnologie in grado di supportarne la salute, la sicurezza e le capacità operative.
In questo scenario si inserisce il curriculum in Ingegneria Biomedica Aerospaziale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, un percorso che forma ingegneri biomedici con competenze specifiche applicate all’ambito aerospaziale.
Il curriculum integra discipline mediche, biologiche e psicologiche con competenze informatiche, elettroniche e meccaniche. Tra gli ambiti formativi figurano sensoristica, diagnostica, Intelligenza Artificiale, data processing, robotica, neuroscienze, interfacce uomo-macchina, habitat nello spazio, materiali e biomateriali per applicazioni aerospaziali.
Particolare attenzione è dedicata anche alle tecnologie per il monitoraggio e la diagnostica, ai dispositivi medici utilizzabili a bordo dei mezzi aerospaziali o da remoto dalla Terra, nonché alle problematiche legate agli ambienti confinati e alle missioni spaziali.
Il contributo del DAAB e il dialogo con l’industria
Il percorso rappresenta un esempio concreto dell’importanza della collaborazione tra Università, ricerca e sistema industriale, una direttrice sulla quale opera anche il Distretto Aerospaziale Abruzzo.
Nell’ambito di questa collaborazione, il Prof. Arcangelo Merla, referente dell’Università “G. d’Annunzio” per il DAAB, contribuisce al raccordo tra Ateneo e Distretto, favorendo il confronto con le competenze presenti nella filiera aerospaziale.
Il coinvolgimento del mondo industriale nelle attività formative consente inoltre di mettere gli studenti a contatto con esperienze e conoscenze sviluppate direttamente nel settore.
Tra i professionisti coinvolti figurano Domenico Giancristofaro, nell’ambito dell’insegnamento Sistemi e Dispositivi di Trasmissione Dati Resilienti e Sicuri, e Roberta Mancini, nell’ambito di Elementi di Elettronica per lo Spazio.
Formazione, ricerca e industria per le competenze del futuro
La collaborazione tra mondo accademico e sistema produttivo può trovare ulteriore espressione attraverso strumenti quali tirocini nelle aziende, tesi sviluppate su progetti industriali, laboratori, seminari e dottorati industriali, contribuendo a creare un collegamento sempre più stretto tra formazione avanzata e fabbisogni tecnologici della filiera aerospaziale.
È proprio in questa capacità di creare connessioni tra competenze, ricerca e industria che il DAAB individua uno degli elementi strategici per la crescita dell’ecosistema aerospaziale regionale: valorizzare i talenti e contribuire a costruire in Abruzzo le professionalità necessarie alle nuove frontiere della Space Economy.
Il Distretto Aerospaziale Abruzzo esprime il proprio apprezzamento all’Università “G. d’Annunzio” e al Rettore Prof. Liborio Stuppia, insieme ai Professori Alessandro Fraleoni Morgera, Sergio Montelpare e Arcangelo Merla, per l’impegno nella costruzione di un percorso formativo che guarda alle sfide future dell’ingegneria biomedica e dell’esplorazione spaziale.
Formare oggi le competenze necessarie alle missioni di domani significa rafforzare il ruolo dell’Abruzzo nello sviluppo della filiera aerospaziale e della Space Economy.
Per approfondire contenuti e piano di studi è possibile consultare la pagina ufficiale del curriculum in Ingegneria Biomedica Aerospaziale.